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Interviste

Palma Libotte: Presidente della Camera di Commercio italiana in Qatar

Palma Libotte Con il Presidente Mattarella durante la visita in Qatar

Italiani in Qatar incontra Palma Libotte, diventata la Fondatrice e Presidente della Camera di Commercio Italiana in Qatar.

Palma, sei la Fondatrice e Presidente della Camera di Commercio italiana in Qatar IBCQ: da quanto vivi in Qatar e quale è stato il tuo percorso professionale in questo paese?

Sono arrivata in Qatar nel 2007 in maternità e seguendo mio marito. All’inizio ho lavorato part time come interprete per un associazione locale che si chiamava la Camera di Commercio di Torino. Ho visto subito che c’era un gap enorme tra quelle che erano le occasioni di business e le capacità degli imprenditori italiani di avvalersi di tali opportunità. Non solo per mancanza di conoscenza della lingua inglese, ma anche per mancanza di tutta una serie di servizi di promozioni di marketing che in Qatar servono per distinguersi dalle tante offerte che arrivavano in questo paese. Grazie al mio background di pubbliche relazioni, eventi e marketing, ho visto che potevo fare qualcosa per migliorare questo gap ed ho messo su una serie di servizi, inizialmente in forma privata. Ho creato un sito, una rivista, un magazine Italian Business Council of Qatar, poi la Qatari Italian Business Association. Ho avuto il sostegno dell’Ambasciata italiana, visto che all’epoca c’erano pochissimi italiani presenti (e già tutti con il proprio lavoro). Questo mi ha permesso di crescere tantissimo e quest’associazione l’ho trasformata in una piattaforma di aiuto per le imprese italiane.

Palma Libotte, Presidente della Camera di Commercio italiana in Qatar
Palma Libotte, Fondatrice e Presidene della Camera di Commercio italiana in Qatar

Nel 2009 e 2010 quando ho iniziato a lavorare tantissimo, era il periodo in cui tutto il mondo ha iniziato a guardare il Qatar. All’epoca ho avuto anche la fortuna di poter realizzare due eventi importanti con una delegazione di Confindustria ed un’altra con il gruppo Marcegaglia, coinvolgendo stampa, ambasciatore, figure locali importanti. Se ti sai muovere nell’ambito delle pubbliche relazioni e di stampa, il Qatar è un posto abbastanza facile per poter tessere delle relazioni. E da lì poi è nato il tutto. L’Ambasciata italiana mi ha aiutato in questa transizione per poter creare la Camera di Commercio. Nel 2013 siamo stati riconosciuti dal Ministero dello Sviluppo Economico come Camera di Commercio Italiana in Qatar.

Come siamo visti noi italiani in Qatar?

Noi italiani siamo visti molto bene in Qatar, perché risultiamo molto flessibili, anche per quegli aspetti di resilienza e di reazione alla disorganizzazione. I locali sono anche critici nei nostri confronti, specialmente quando riguarda le piccole imprese che non sono sufficientemente preparate per intraprendere i grandi progetti. Sanno che le dimensioni delle nostre imprese spesso non sono adatte per progetti da sviluppare in Qatar, però siamo quelli che durano di più nelle relazioni commerciali con i qatarini. I qatarini si rivolgono sempre prima ad americani e tedeschi, ma poi alla fine i lavori più importanti li hanno conclusi gli italiani, come ad esempio l’aeroporto o la metropolitana di Doha. Abbiamo delle capacità di adattamento e caratteriali che trovano il modo di adeguarsi alla loro cultura. Certo, per quanto riguarda i beni di lusso e di status symbol, l’Italia risulta al top, dalle macchine ai gioielli. Infatti negli ultimi anni il Qatar ha fatto diversi investimenti anche sul nostro territorio. Non tutto va sempre a buon fine, comunque hanno sempre un posto nel cuore quando si parla d’Italia.

Cosa consiglieresti ad un italiano che vuole investire in Qatar?

Prima di tutto consiglierei la massima cautela, perché è un mercato che attrae moltissimo per tutto lo sviluppo che ha avuto negli ultimi 10 anni, però questo non lo rende un mercato facile e scontato. Bisogna conoscere molto bene questo mercato, ma anche le dinamiche e le varie famiglie che sono a capo dei progetti più importanti. Essendo la società qatarina tribale, certe dinamiche vanno capite per poter poi collaborare con gruppi locali. È impensabile competere con i grandi gruppi locali a conduzione familiare, che sono diventati anche holding grazie ai loro grandi capitali a disposizione. Qui il mercato è chiuso e se lo regolano tra le famiglie più importanti. Quindi è fondamentale conoscere i progetti in corso, creare una rete di relazioni e di contatti con le famiglie importanti ed offrire servizi complementari ai loro, per poter aiutarli a crescere. La Camera di Commercio italiana li aiuta proprio in questo.

Palma Libotte - Evento Della Camera In Collaborazione Con Maserati - Al Fardan
Evento della Camera di Commercio italiana in collaborazione Con Maserati

Pensare di mettere su un’azienda che poi possa competere con loro è impensabile. È un errore che fanno tante aziende italiane, quindi noi li assistiamo proprio su questo. Qui le aziende italiane vengono con quella che io chiamo “la sindrome dell’Emiro”: pensano di avere l’occasione ed entrare subito nel business. Non è così. Tante aziende sono rimaste scottate, anche quando hanno avuto successi iniziali.

Consiglieresti il Qatar come meta turistica?

Sicuramente sì. È un paese che si trova a poche ore di volo dall’Europa, c’è il sole tutto l’anno. È ideale per una vacanza invernale o uno stop over se si va verso l’Asia. Il Qatar sta facendo un notevole sforzo per poter accogliere i turisti; è interessante per un soggiorno breve e ci sono resort con strutture moderne e spiagge belle. Il loro obbiettivo è quello di diversificarsi dagli Emirati Arabi Uniti diventando una meta più culturale e con eventi sportivi internazionali. Da qualche anno a questa parte ci stiamo occupando anche di un progetto specifico proprio per i turisti italiani che si chiama “I Viaggi del Qatar“, principalmente per aziende con uno stop over a Doha sia di business che di leisure. E poi lavoriamo molto con le navi da crociera dando un prodotto di altissimo livello, con guide locali di lingua italiana, con cui collabora la Camera di Commercio. Questo progetto è nato un anno fa e sta andando abbastanza bene.

Qual è stato l’impatto del Covid19 in Qatar?

L’impatto è stato abbastanza significativo in termini di perdita di lavori, siamo rimasti bloccati nel paese con famiglie anche divise poiché il paese é chiuso. Allo stesso tempo, questo ha permesso delle misure di precauzione verso i residenti e la popolazione che ha creato una certa sicurezza. Certo l’economia del Qatar che di solito si auto alimenta con le loro rendite degli idrocarburi, ha avuto comunque un rallentamento sia dal punto di vista del business (il paese è ancora chiuso ai non residenti) che da quello turistico.

Palma Libotte: Presidente della Camera di Commercio italiana in Qatar ultima modifica: 2020-08-13T07:36:29+03:00 da Michela Caldara
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